Quando l’attività cresce, prima o poi arriva la domanda: e se supero gli 85.000 euro? È una bella preoccupazione da avere, ma va gestita per tempo. Le regole oggi prevedono due soglie diverse, con effetti molto diversi, e la Manovra 2027 in discussione in Parlamento sta per cambiarle. Vediamo cosa vale adesso e cosa potrebbe valere dal prossimo anno.
Come si conta la soglia
Il limite riguarda i ricavi e compensi incassati nell’anno, non quelli fatturati: nel forfettario vale il principio di cassa. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio conta per l’anno nuovo.
- se svolgi più attività, anche con codici ATECO diversi, gli incassi si sommano;
- se hai aperto la Partita IVA in corso d’anno, gli incassi vanno ragguagliati ad anno, cioè proporzionati ai giorni di attività: 45.000 euro incassati in sei mesi valgono come circa 90.000;
- i costi non contano: la soglia guarda solo a quello che entra.
Le regole del 2026: due soglie, non una
La prima soglia è quella degli 85.000 euro. Se nel 2026 incassi una cifra compresa tra 85.001 e 100.000 euro, resti forfettario fino al 31 dicembre e passi al regime ordinario dal 1° gennaio 2027. Hai quindi qualche mese per organizzarti.
La seconda soglia è quella dei 100.000 euro, ed è molto più severa. Se la superi, esci dal regime già nell’anno in corso: l’IVA si applica a partire dalla fattura che fa superare il limite e, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, il reddito dell’intero anno si calcola con le regole ordinarie. In pratica, niente imposta sostitutiva nemmeno sui mesi precedenti.
Cosa cambia quando esci dal forfettario
- applichi l’IVA al 22% (o all’aliquota della tua attività) sulle fatture, con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale;
- paghi l’IRPEF a scaglioni, dal 23% al 43%, più le addizionali, al posto dell’imposta del 5% o del 15%;
- il reddito diventa la differenza tra ricavi e costi reali documentati, che quindi tornano a contare;
- arrivano gli ISA e, per i professionisti, la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi pagati da imprese e studi.
Non è necessariamente un dramma: chi ha costi alti o clienti che sono imprese spesso perde meno di quanto teme. Ma il passaggio va preparato, soprattutto nei prezzi.
La Manovra 2027: cosa prevede il disegno di legge
Il disegno di legge di Bilancio approvato dal Governo il 28 ottobre e ora all’esame del Parlamento cambierebbe il quadro dal 2027, separando le imposte sui redditi dall’IVA:
- imposte sui redditi: si potrebbe entrare e restare nel forfettario con incassi fino a 100.000 euro nell’anno precedente; l’uscita immediata scatterebbe solo oltre i 115.000 euro nell’anno in corso;
- IVA: la franchigia resterebbe a 85.000 euro, perché la soglia è legata a una direttiva europea; oltre i 100.000 euro nell’anno l’IVA scatterebbe dalla fattura che supera il limite.
Tradotto: tra 85.000 e 100.000 euro si continuerebbe a pagare l’imposta sostitutiva, ma con la gestione dell’IVA ordinaria, cioè fatture con IVA, liquidazioni e dichiarazione annuale. È una proposta, non ancora una legge: il testo definitivo arriverà con l’approvazione entro fine anno e potrebbe cambiare.
Un esempio con i numeri
Prendiamo una grafica che nel 2026 incassa 92.000 euro.
- Con le regole attuali: resta forfettaria per tutto il 2026 e dal 2027 passa al regime ordinario, con IRPEF e IVA.
- Con la Manovra, se approvata così: nel 2027 conserva l’imposta sostitutiva, ma deve applicare l’IVA perché nel 2026 ha superato gli 85.000 euro.
Per i clienti imprese l’IVA è neutra. Per i clienti privati no: su un lavoro da 1.000 euro, o il prezzo sale a 1.220 euro, o il suo incasso netto scende a circa 820 euro. Ecco perché, se lavori con privati, conviene ragionare sui listini prima di gennaio.
Cosa fare adesso, a fine anno
- conta gli incassi dell’anno fino a oggi e stima quelli di novembre e dicembre;
- se hai aperto nel 2026, fai il ragguaglio: è il punto in cui si sbaglia più spesso;
- concordare con un cliente un pagamento a gennaio è legittimo; emettere in ritardo la fattura di un incasso già ricevuto no, perché va emessa entro 12 giorni;
- se sei vicino agli 85.000 euro, prepara listini, software e procedure per un eventuale 2027 con l’IVA.
La soglia non si scopre a consuntivo: si tiene sotto controllo mese per mese. Chi conosce in anticipo i propri numeri decide, chi li scopre a gennaio subisce.
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