Se stai pensando di metterti in proprio, avviare un’attività freelance o trasformare un lavoro part-time in un’attività vera e propria, probabilmente hai già sentito parlare di regime forfettario. Ma cos’è esattamente, e soprattutto: puoi aprirlo tu?
In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice come funziona, chi può accedervi e perché nella maggior parte dei casi è la soluzione più conveniente per chi apre una Partita IVA da zero.
COS’È IL REGIME FORFETTARIO
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per persone fisiche che avviano o gestiscono una piccola attività autonoma: liberi professionisti, artigiani, commercianti, consulenti, creator, chi lavora nel digitale e in generale chiunque svolga un’attività in proprio senza costituire una società.
Le sue caratteristiche principali sono:
– Tassazione agevolata: un’unica imposta sostitutiva (di Irpef, addizionali regionali e comunali) calcolata con un’aliquota ridotta, invece delle aliquote Irpef ordinarie a scaglioni.
– Niente IVA in fattura: chi è in regime forfettario emette fatture senza addebitare l’IVA al cliente, e non deve versarla né presentare la liquidazione periodica.
– Contabilità semplificata: niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche, adempimenti ridotti al minimo.
– Reddito determinato in modo forfettario: le tasse non si calcolano su costo e ricavi reali, ma applicando al fatturato un coefficiente di redditività che varia in base al tipo di attività (codice ATECO).
In pratica, è un regime pensato per semplificare la vita a chi inizia, riducendo sia il carico fiscale che gli adempimenti burocratici.
CHI PUÒ APRIRE LA PARTITA IVA IN REGIME FORFETTARIO
Per accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare alcuni requisiti principali:
1. Ricavi o compensi entro 85.000 € annui (nell’anno precedente, o previsti per chi apre una nuova attività).
2. Spese per lavoro dipendente e assimilato non superiori a 20.000 € lordi annui (collaboratori, dipendenti, lavoro accessorio).
3. Nessuna partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali, imprese familiari, o srl trasparenti che svolgono attività riconducibile a quella individuale.
4. Attività non esercitata prevalentemente nei confronti di un ex datore di lavoro degli ultimi due periodi d’imposta (per evitare che il forfettario venga usato per “mascherare” un rapporto di lavoro dipendente).
Non è necessario essere alla prima esperienza lavorativa: puoi accedere al forfettario sia se apri una Partita IVA per la prima volta, sia se hai già un’attività in regime ordinario e rispetti questi requisiti.
PERCHÉ CONVIENE APRIRE IL FORFETTARIO (SOPRATTUTTO ALL’INIZIO)
Chi apre una nuova attività può inoltre beneficiare, per i primi 5 anni, di un’aliquota ridotta al 5% (invece del 15% ordinario), a condizione di rispettare alcuni requisiti aggiuntivi legati alla novità dell’attività. Significa, in concreto, pagare meno tasse proprio nella fase più delicata, quella di avvio, quando ogni euro fa la differenza.
A questo si aggiungono:
– Meno carta, meno pensieri: niente fatturazione IVA complessa, niente scadenze di liquidazione periodica.
– Costi di gestione contabile più contenuti rispetto a un regime ordinario.
– Maggiore prevedibilità: sai in anticipo, con buona approssimazione, quanto pagherai di tasse in base al tuo fatturato.
I SETTORI PIÙ COMUNI CHE SCELGONO IL FORFETTARIO
Il regime forfettario è particolarmente diffuso tra:
– Liberi professionisti (consulenti, formatori, grafici, sviluppatori, copywriter)
– Artigiani e piccoli commercianti
– Chi lavora nel digitale (social media manager, content creator, influencer)
– Chi affianca un’attività autonoma a un lavoro dipendente (nei limiti consentiti)
– Chi avvia una nuova attività e vuole partire con il minor carico fiscale e burocratico possibile
DA DOVE INIZIARE
Aprire una Partita IVA in regime forfettario è un passaggio più semplice di quanto sembri, ma richiede attenzione su alcuni punti chiave: la scelta corretta del codice ATECO (che determina il coefficiente di redditività e quindi le tasse che pagherai), la valutazione della cassa previdenziale o della Gestione Separata INPS, e la verifica di eventuali cause di esclusione.
È proprio in questa fase che un errore iniziale può costarti caro nel tempo: un codice ATECO sbagliato, ad esempio, può farti pagare più tasse del dovuto per anni.
Vuoi capire se il regime forfettario è la scelta giusta per la tua attività? Contattaci per una consulenza: analizziamo insieme la tua situazione, ti aiutiamo a scegliere il codice ATECO corretto e ti seguiamo passo passo nell’apertura della Partita IVA, senza sorprese e senza perdite di tempo.