Che il regime forfettario convenga lo si sente dire ovunque. Nella maggior parte dei casi 癡 vero, ma non sempre e non per tutti: ci sono attivit� per cui il regime ordinario lascia pi羅 soldi in tasca. Per capirlo non servono slogan, serve mettere i due regimi uno accanto all’altro e fare il conto.
Due modi diversi di calcolare il reddito
La prima differenza sta nella base su cui si pagano le imposte. Nel forfettario i costi reali non contano: il reddito si ottiene applicando ai ricavi incassati un coefficiente di redditivit� fissato per legge, dal 40% all’86% a seconda dell’attivit�. Nel regime ordinario, o in quello semplificato, il reddito 癡 la differenza tra ricavi e costi effettivamente sostenuti e documentati.
Ne discende la prima regola: se i tuoi costi reali sono pi羅 bassi di quelli che il coefficiente ti riconosce a forfait, il forfettario parte in vantaggio. Se sono pi羅 alti, parte in svantaggio.
Due modi diversi di tassarlo
Sul reddito forfettario si paga un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni delle nuove attivit�. Sostituisce IRPEF e addizionali regionali e comunali.
Nel regime ordinario si applica l’IRPEF a scaglioni, che nel 2026 prevede il 23% fino a 28.000 euro, il 33% da 28.000 a 50.000 e il 43% oltre, pi羅 le addizionali. In cambio si possono far valere deduzioni e detrazioni: familiari a carico, interessi del mutuo, spese sanitarie, ristrutturazioni, previdenza complementare.
L’IVA, il punto che cambia pi羅 di tutto
Il forfettario non addebita l’IVA ai clienti e non detrae quella sugli acquisti. Le conseguenze dipendono da chi sono i tuoi clienti:
- se lavori con privati, a parit� di prezzo finale incassi di pi羅, oppure puoi essere pi羅 competitivo di chi deve aggiungere il 22%;
- se lavori con imprese e professionisti, per loro l’IVA 癡 neutra e il vantaggio di prezzo scompare;
- se hai molti acquisti o investimenti, l’IVA che paghi ai fornitori diventa un costo che non recuperi.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un consulente iscritto alla Gestione Separata, con 40.000 euro di compensi e 4.000 euro di costi reali.
- Forfettario: reddito 31.200 euro (coefficiente 78%), contributi circa 8.130 euro, imposta sostitutiva al 15% circa 3.460 euro. Con l’aliquota al 5% l’imposta scende a circa 1.150 euro.
- Ordinario: reddito 36.000 euro, contributi circa 9.390 euro, IRPEF e addizionali oltre i 6.000 euro, gi� considerata la detrazione per lavoro autonomo.
Tolti costi, contributi e imposte, al consulente forfettario restano circa 4.000 euro in pi羅 all’anno. Una parte della differenza, per簷, sono contributi non versati, e quindi pensione futura pi羅 bassa. � una stima semplificata: nel caso concreto pesano addizionali locali, detrazioni personali e altri redditi.
Quando conviene l’ordinario
- quando i costi reali superano quelli riconosciuti dal coefficiente: tipico delle attivit� con margini bassi, molta merce, locali in affitto o collaboratori;
- quando sono previsti investimenti importanti in attrezzature, su cui recuperare l’IVA e dedurre gli ammortamenti;
- quando hai molte detrazioni personali e nessun altro reddito soggetto a IRPEF su cui farle valere;
- quando prevedi di superare a breve la soglia di 85.000 euro di ricavi.
Quando conviene il forfettario
In tutte le attivit� con pochi costi, cio癡 la gran parte delle prestazioni di servizi e delle professioni; quando i clienti sono soprattutto privati; e nei primi cinque anni, quando l’aliquota al 5% rende il confronto quasi sempre senza storia.
C’癡 poi un vantaggio che non si misura in euro: niente liquidazioni e dichiarazione IVA, niente registri, niente ISA, niente ritenuta d’acconto sulle fatture emesse. Meno adempimenti significa meno tempo e meno costi di gestione.
La scelta non si improvvisa
Chi ha i requisiti per il forfettario e sceglie il regime ordinario 癡 vincolato a quella scelta per almeno tre anni. E il regime si decide a inizio anno, con il comportamento tenuto dalla prima fattura. Per questo gli ultimi mesi dell’anno sono il momento giusto per fare la simulazione: a gennaio la decisione va gi� presa.
Non chiederti quale regime ha l’aliquota pi羅 bassa: chiediti quali sono i tuoi costi reali, chi sono i tuoi clienti e quali detrazioni perderesti. La risposta sta in quei tre numeri.
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