Nel regime forfettario l’imposta ordinaria è il 15%. Ma chi apre una nuova attività può pagarne solo il 5% per cinque anni interi. Su un reddito imponibile di 20.000 euro significa 1.000 euro invece di 3.000: duemila euro di differenza ogni anno, diecimila nell’arco dei cinque anni.

È l’agevolazione più concreta che esista oggi per chi si mette in proprio. Vediamo chi può usarla davvero, perché i requisiti sono più stringenti di quanto sembri.

Le tre condizioni da rispettare

Per applicare il 5% devono essere soddisfatte tutte e tre queste condizioni.

“Mera prosecuzione”: cosa significa davvero

È la formula che fa cadere più persone. L’idea di fondo è che l’agevolazione premi chi avvia qualcosa di nuovo, non chi cambia soltanto l’etichetta contrattuale continuando a fare le stesse cose per gli stessi committenti.

Si guarda alla sostanza: stesso tipo di lavoro, stesso ambiente, stessi clienti. Il caso tipico è il dipendente che si licenzia e apre la Partita IVA per continuare a lavorare, come consulente, per l’azienda da cui è appena uscito.

Attenzione però: avere avuto il vecchio datore tra i clienti non è di per sé una condanna automatica. Contano il contesto complessivo e la reale autonomia della nuova attività. È esattamente il tipo di valutazione da fare prima di aprire, non dopo.

Fa eccezione il periodo di pratica obbligatoria richiesto per l’esercizio di una professione: il praticantato non impedisce l’accesso all’aliquota agevolata.

Per quanto tempo vale

Cinque periodi d’imposta: l’anno di apertura più i quattro successivi. Non cinque anni dal giorno di apertura.

È una differenza che pesa. Se apri a novembre 2026, il 2026 conta già come primo anno anche se hai lavorato due mesi: l’agevolazione si esaurirà a fine 2030. Aprendo a gennaio 2027, gli stessi cinque anni coprirebbero dodici mesi pieni ciascuno.

Cosa succede dopo il quinto anno

Nulla di drammatico: resti nel forfettario, se continui a rispettarne i requisiti generali, e l’aliquota passa semplicemente al 15%. Non devi comunicare nulla, non cambia il modo di fatturare, non cambiano gli adempimenti. Cambia solo il calcolo dell’imposta.

Se invece perdi i requisiti del forfettario — per esempio superando gli 85.000 euro di ricavi — l’uscita dal regime segue regole proprie, che meritano un discorso a parte.

Un caso pratico

Un grafico apre la Partita IVA nel 2026: prima attività in assoluto, clienti nuovi rispetto al precedente lavoro da dipendente, svolto in un settore diverso.

Poco più di 800 euro di imposta su 28.000 euro incassati. È questo il motivo per cui vale la pena verificare i requisiti con attenzione, invece di rinunciarci per prudenza.

Verifichiamo insieme se hai diritto al 5%

I requisiti si valutano caso per caso, e la differenza tra averne diritto o no vale alcune migliaia di euro l’anno. In una consulenza gratuita analizziamo la tua situazione — lavoro precedente, clienti, codice ATECO — e ti diciamo con chiarezza se puoi applicare l’aliquota ridotta.

Contattaci prima di aprire: è il momento in cui possiamo esserti più utili.