Aprire una Partita IVA richiede meno tempo di quanto pensi: se hai tutto pronto, la pratica si chiude in giornata e il numero viene attribuito subito. Quello che rallenta non è la burocrazia in sé, ma scoprire a metà strada che manca un dato.
Ecco l’elenco completo di quello che ti serve avere sottomano prima di iniziare. È la stessa checklist che usiamo con i nostri clienti: salvala.
1. Documento d’identità in corso di validità
Carta d’identità o passaporto, fronte e retro, ben leggibili. Se sei cittadino extracomunitario serve anche il permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa.
2. Tessera sanitaria o codice fiscale
Serve la tessera sanitaria in corso di validità. Controlla la data di scadenza: è uno degli intoppi più frequenti, perché senza tessera valida non si accede ai servizi telematici collegati.
3. L’indirizzo della sede dell’attività
Va sempre indicato un luogo in cui l’attività ha sede. Per chi lavora come freelance nella maggior parte dei casi coincide con la residenza: è perfettamente lecito ed è la soluzione più semplice.
Se invece hai un locale, uno studio o un negozio, serve il contratto di locazione o comodato con gli estremi di registrazione. Per le attività con locale aperto al pubblico possono servire anche autorizzazioni comunali specifiche.
4. Il codice ATECO dell’attività
È il codice che descrive che cosa fai, e non è una formalità. Da lì dipendono:
- il coefficiente di redditività, cioè quanto pagherai di tasse;
- la cassa previdenziale a cui iscriverti;
- gli eventuali requisiti professionali richiesti per esercitare.
Molte attività possono rientrare in più codici, con coefficienti diversi. È il punto in cui vale davvero la pena farsi affiancare: una scelta sbagliata ti costa ogni anno, per tutti gli anni a venire.
5. Una casella PEC
La posta elettronica certificata è il tuo domicilio digitale ufficiale: è lì che riceverai le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, della Camera di Commercio e degli enti previdenziali. Per le imprese è obbligatoria e va comunicata al Registro delle Imprese.
Attivala prima, non dopo: costa poche decine di euro l’anno ed evita di perdere comunicazioni importanti proprio nei primi mesi, che sono quelli in cui arrivano.
6. I dati per la fatturazione elettronica
Anche i forfettari emettono fattura elettronica. Ti serviranno un canale di ricezione (codice destinatario o PEC) e un programma di fatturazione, anche gratuito, con cui emettere i documenti.
Se non hai mai fatturato prima è la parte che spaventa di più e che in realtà si impara in venti minuti.
7. La delega al professionista e i dati bancari
Per farci presentare la pratica al posto tuo serve il modello AA9/12 firmato insieme alla delega. Aggiungi l’IBAN che userai per l’attività: non è obbligatorio avere un conto dedicato, ma tenere separati i movimenti personali da quelli professionali ti semplifica la vita ogni singolo mese.
Quanto tempo serve davvero
Con questi sette elementi la pratica si trasmette in giornata e il numero di Partita IVA viene attribuito immediatamente. Le iscrizioni collegate — Camera di Commercio, INPS artigiani e commercianti, eventuale SCIA — seguono nei giorni successivi, se previste per la tua attività.
Il costo dell’apertura in sé è zero per i professionisti; per le imprese ci sono i diritti camerali annuali e l’imposta di bollo sulla pratica.
Non sei sicuro di avere tutto?
In cinque minuti verifichiamo insieme cosa hai già e cosa manca, ti aiutiamo a scegliere il codice ATECO giusto e prepariamo la pratica al posto tuo. Tu devi solo firmare.
La prima consulenza è gratuita e senza impegno: contattaci dal sito.