Aprire la Partita IVA in regime forfettario non dipende solo dal fatturato. La legge prevede una serie di situazioni che ne impediscono l’accesso o ne provocano l’uscita, e alcune riguardano fatti che con l’attività hanno poco a che vedere: una quota societaria ereditata, un vecchio contratto di lavoro, un immobile intestato. Ecco l’elenco completo, aggiornato al 2026.

Requisiti di accesso e cause ostative: non è la stessa cosa

I requisiti sono le condizioni che devi rispettare per entrare e restare nel regime, e si verificano guardando all’anno precedente. Le cause ostative sono invece situazioni che, se presenti, ti escludono a prescindere dai numeri. Le prime si contano, le seconde si controllano una per una.

1. Ricavi oltre 85.000 euro

Il limite è di 85.000 euro di ricavi o compensi nell’anno precedente, ragguagliati ad anno se l’attività è iniziata in corso d’anno. Se hai più codici ATECO, gli incassi si sommano tutti: non esiste un tetto separato per ciascuna attività.

Superare la soglia tra 85.000 e 100.000 euro comporta l’uscita dal 1° gennaio successivo. Oltre 100.000 euro l’uscita è immediata, con IVA dovuta già dall’operazione che supera il limite.

2. Spese per il personale oltre 20.000 euro

Non puoi restare nel forfettario se nell’anno precedente hai sostenuto spese superiori a 20.000 euro lordi per lavoro dipendente, collaboratori, lavoro accessorio, associati in partecipazione e compensi ai familiari che lavorano nell’impresa.

Il regime, insomma, ammette un aiuto ma non una struttura. È il limite che incontra chi cresce e comincia ad assumere.

3. Redditi da lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 euro

Chi nell’anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati — pensione inclusa — superiori a 35.000 euro lordi resta fuori dal regime.

Attenzione, perché su questo punto la norma è mobile: la soglia ordinaria è di 30.000 euro, innalzata a 35.000 in via temporanea per il 2025 e confermata per il 2026 dalla Legge di Bilancio. Salvo proroghe, dal 2027 si torna a 30.000 euro.

La causa ostativa non opera se il rapporto di lavoro è cessato nell’anno precedente e in quello stesso anno non sono stati percepiti né una pensione né redditi da un altro rapporto di lavoro dipendente.

4. Partecipazioni societarie: la causa più insidiosa

È quella che sorprende più contribuenti, perché spesso riguarda situazioni ereditate o dimenticate. Le regole sono due e funzionano in modo diverso:

Sul controllo di fatto la prassi è severa: anche una quota di minoranza può rilevare se il socio forfettario è il principale fornitore della società. La buona notizia è che la causa è rimuovibile: chi cede la partecipazione entro il 31 dicembre può entrare nel regime dall’anno successivo.

5. Attività prevalente verso il datore di lavoro

Nata per contrastare le “false Partite IVA”, esclude chi fattura per più del 50% dei ricavi al proprio datore di lavoro attuale, a uno degli ultimi due periodi d’imposta, o a soggetti a essi direttamente o indirettamente riconducibili.

La verifica avviene a fine anno, sul fatturato effettivo: se scatta nel 2026, l’esclusione opera dal 2027. Sono esclusi dal vincolo i professionisti che avviano l’attività dopo il periodo di pratica obbligatoria.

6. Le altre cause, meno note ma altrettanto decisive

Cosa succede quando scatta l’esclusione

Nella maggior parte dei casi l’uscita decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la causa. Si passa al regime ordinario, con obbligo di IVA, contabilità, ritenute e tassazione IRPEF progressiva.

L’esclusione non è però definitiva: quando la causa viene meno e tutti i requisiti tornano rispettati, si può rientrare nel forfettario senza periodi di attesa. Non serve alcuna opzione formale, il regime si applica per comportamento concludente.

Le cause di esclusione si controllano prima di aprire, non a dicembre. Una quota societaria da cedere o un cliente troppo pesante sono problemi risolvibili, ma solo se li vedi in tempo.

Se hai un dubbio su una partecipazione, su un vecchio datore di lavoro o su una soglia che stai per superare, possiamo verificare la tua posizione punto per punto. Contattaci dal sito o scrivici in privato: la prima consulenza è gratuita e senza impegno.